gen 28 2012

“Giovani aperti alla vita”: 34ma giornata per la Vita

Published by Alessio Tomiato under giovani

“Giovani aperti alla vita” è il titolo del Messaggio che il Consiglio Episcopale Permanente CEI ha preparato per guidare la riflessione nella 34a Giornata Nazionale per la Vita del 5 febbraio 2012, centrato – in sintonia con le preoccupazioni educative espresse dai vescovi – sulla necessità di educare le giovani generazioni, perché possano optare per la vita.

La vera giovinezza risiede e fiorisce in chi non si chiude alla vita. Essa è testimoniata da chi non rifiuta il suo dono – a volte misterioso e delicato – e da chi si dispone a esserne servitore e non padrone in se stesso e negli altri. Del resto, nel Vangelo, Cristo stesso si presenta come “servo” (cfr Lc 22,27), secondo la profezia dell’Antico Testamento. Chi vuol farsi padrone della vita, invecchia il mondo.

Educare i giovani a cercare la vera giovinezza, a compierne i desideri, i sogni, le esigenze in modo profondo, è una sfida oggi centrale. Se non si educano i giovani al senso e dunque al rispetto e alla valorizzazione della vita, si finisce per impoverire l’esistenza di tutti, si espone alla deriva la convivenza sociale e si facilita l’emarginazione di chi fa più fatica. L’aborto e l’eutanasia sono le conseguenze estreme e tremende di una mentalità che, svilendo la vita, finisce per farli apparire come il male minore: in realtà, la vita è un bene non negoziabile, perché qualsiasi compromesso apre la strada alla prevaricazione su chi è debole e indifeso.

In questi anni non solo gli indici demografici ma anche ripetute drammatiche notizie sul rifiuto di vivere da parte di tanti ragazzi hanno angustiato l’animo di quanti provano rispetto e ammirazione per il dono dell’esistenza.

Sono molte le situazioni e i problemi sociali a causa dei quali questo dono è vilipeso, avvilito, caricato di fardelli spesso duri da sopportare. Educare i giovani alla vita significa offrire esempi, testimonianze e cultura che diano sostegno al desiderio di impegno che in tanti di loro si accende appena trovano adulti disposti a condividerlo.

Per educare i giovani alla vita occorrono adulti contenti del dono dell’esistenza, nei quali non prevalga il cinismo, il calcolo o la ricerca del potere, della carriera o del divertimento fine a se stesso.

I giovani di oggi sono spesso in balia di strumenti – creati e manovrati da adulti e fonte di lauti guadagni – che tendono a soffocare l’impegno nella realtà e la dedizione all’esistenza. Eppure quegli stessi strumenti possono essere usati proficuamente per testimoniare una cultura della vita.

Molti giovani, in ogni genere di situazione umana e sociale, non aspettano altro che un adulto carico di simpatia per la vita che proponga loro senza facili moralismi e senza ipocrisie una strada per sperimentare l’affascinante avventura della vita.

È una chiamata che la Chiesa sente da sempre e da cui oggi si lascia con forza interpellare e guidare. Per questo, la rilancia a tutti – adulti, istituzioni e corpi sociali –, perché chi ama la vita avverta la propria responsabilità verso il futuro. Molte e ammirevoli sono le iniziative in difesa della vita, promosse da singoli, associazioni e movimenti. È un servizio spesso silenzioso e discreto, che però può ottenere risultati prodigiosi. È un esempio dell’Italia migliore, pronta ad aiutare chiunque versa in difficoltà.

Gli anni recenti, segnati dalla crisi economica, hanno evidenziato come sia illusoria e fragile l’idea di un progresso illimitato e a basso costo, specialmente nei campi in cui entra più in gioco il valore della persona. Ci sono curve della storia che incutono in tutti, ma soprattutto nei più giovani, un senso di inquietudine e di smarrimento. Chi ama la vita non nega le difficoltà: si impegna, piuttosto, a educare i giovani a scoprire che cosa rende più aperti al manifestarsi del suo senso, a quella trascendenza a cui tutti anelano, magari a tentoni. Nasce così un atteggiamento di servizio e di dedizione alla vita degli altri che non può non commuovere e stimolare anche gli adulti.

La vera giovinezza si misura nella accoglienza al dono della vita, in qualunque modo essa si presenti con il sigillo misterioso di Dio.

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gen 27 2012

Il cambiamento demografico

Published by Alessio Tomiato under Collaborazioni

Vigevano, auditorium San Dionigi

(piazza Martiri della Liberazione)

venerdì 3 febbraio 2012, ore 21.15

 

IL CAMBIAMENTO DEMOGRAFICO

rapporto-proposta sul futuro dell’Italia

 

RICCARDO CASCIOLI

(giornalista, direttore de “La Bussola Quotidiana”)

presenta il rapporto della CEI sulla crisi demografica

 

RICCARDO CASCIOLI – Nato a Terni nel 1958, giornalista, già collaboratore di “Avvenire” e “Il Timone”, è direttore responsabile de “La Bussola Quotidiana”. Dirige l’agenzia online Svipop ed è senior fellow del Catholic Family and Human Rights Institute. È autore di numerosi libri, dedicati al rapporto tra popolazione, sviluppo e ambiente. Tra i suoi titoli: “Il complotto demografico” (Piemme, 1996), che ha vinto il Premio Quarenghi 1999, “La possibile globalizzazione” (Art, 2004), “Perché la Chiesa ha ragione” (con monsignor Luigi Negri, 2010) e diversi saggi su bioetica e ambiente. Con Antonio Gaspari è autore per di “Le bugie degli ambientalisti” (2004), “Le bugie degli ambientalisti 2″ (2006), “Che tempo farà” (2008), “I padroni del pianeta” (2009), “2012 – Catastrofismo e fine dei tempi” (2010) .

CHE COS’E’ “LA BUSSOLA QUOTIDIANA”? E’ un gruppo di giornalisti cattolici, accomunati dalla passione per la fede, che vogliono offrire una Bussola “per orientarsi tra le notizie del giorno”, tentando di offrire una prospettiva cattolica nel giudicare i fatti: certi che l’esperienza cristiana è in grado di abbracciare e rispettare pienamente la dignità dell’uomo. Non abbiamo posizioni ideologiche da difendere, fossero anche cattoliche: nel fluire quotidiano delle notizie vogliamo difendere e promuovere una concezione dell’uomo adeguata alla sua dignità. Per questo nessun aspetto della realtà ci sarà estraneo: dalla politica alle relazioni internazionali, dalle emergenze sociali all’economia, dalle espressioni culturali allo sport, tutto sarà giudicato cercando di cogliere nel particolare della cronaca il destino di ogni singolo uomo.

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gen 15 2012

67 anni fa la morte del SdD Teresio Olivelli

Teresio Olivelli

Teresio Olivelli

Il 17 gennaio ricorrerà il 67° anniversario della morte del Servo di Dio Teresio Olivelli, avvenuta nel campo di concentramento di Hersbruck in Germania a seguito dell’eroico dono di sé in difesa di un compagno di prigionia. Siamo invitati a vivere questa ricorrenza con l’adesione spirituale o partecipando ad alcune iniziative promosse anche dalla nostra associazione diocesana: ci riferiamo in particolare alla S.Messa che verrà celebrata a Breme, proprio il 17 gennaio (alle ore 17). È stato messo a disposizione anche un sussidio per chi volesse fare memoria di Teresio Olivelli in particolare nella S.Messa domenicale: vi è riportata la Preghiera di Beatificazione che siamo invitati tutti a recitare in modo particolarmente intenso proprio nel giorno in cui ricordiamo la morte di Teresio. Infine riportiamo anche l’articolo scritto da Mons. Paolo Rizzi, curatore della “positio”, pubblicato sul settimanale diocesano “L’Araldo” dello scorso 13 gennaio.

1) Sussidio per la S.Messa in memoria del SdD Teresio Olivelli

Download (PDF, 43.31KB)

2) Articolo Mons. Paolo Rizzi pubblicato su “L’Araldo”

Download (PDF, 48.31KB)

3) L’immaginetta di Teresio Olivelli con la Preghiera di Beatificazione

Download (PDF, 902.32KB)

4) Galleria Fotografica su Teresio Olivelli

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gen 15 2012

Catechesi Adulti

Catechesi

Catechesi

Venerdì prossimo, 20 gennaio, riprendono le catechesi per gli Adulti dell’Azione Cattolica, guidate dall’assistente diocesano don Alberto Fassoli. L’ incontro si terrà presso l’oratorio di Parona (nelle vicinanze della Chiesa Parrocchiale). Siamo tutti invitati.

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gen 15 2012

Ingresso di don Cesare Silva a Breme

Don Cesare Silva

Don Cesare Silva

Domenica 22 gennaio, alle ore 15, si terrà il solenne ingresso di don Cesare Silva, assistente diocesano del settore Giovani di Azione Cattolica, nella sua nuova parrocchia di Breme. La nostra presenza - quanto più possibile numerosa - a questo appuntamento come associati di AC, potrà essere la testimonianza simbolica dell’amicizia e della preghiera con la quale l’associazione vuole accompagnare don Cesare in questo particolare momento della sua vita e del suo ministero sacerdotale. Siamo certi che le doti umane, spirituali e intellettuali che lo hanno reso tanto apprezzato in AC aiuteranno don Cesare per un sereno e proficuo inserimento anche nella comunità parrocchiale a lui affidata. Nello stesso tempo chiediamo a don Cesare di continuare a ritagliare un po’ del suo tempo e dei suoi “viaggi” nella Lomellina per stare vicino all’AC e in particolare ai suoi giovani.

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gen 15 2012

Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani

Settimana di preghiera per l'Unità Cristiani

Settimana di preghiera per l'Unità Cristiani

La settimana dal 18 al 25 gennaio è dedicata alla preghiera per l’Unità dei Cristiani. L’Uffício Missionario Diocesano aprirà la Settimana con un INCONTRO DIPREGHIERA CITTADINO che si terrà MERCOLEDÌ 18 GENNAIO ORE 18.30, presso la Chiesa delle SUORE SACRAMENTINE (via Trento 27).
Come indicato sul sito del Diocesi e sul settimanale “L’Araldo”, l’invito alla partecipazione è rivolto in particolare agli iscritti all’Azione Cattolica ed ai gruppi di preghiera della città. Non manchiamo di rispondere a questo significativo invito.

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gen 07 2012

In preparazione all’Incontro Mondiale delle Famiglie

Il Centro Nazionale e il Centro Regionale per la Regione Lombardia dell’Azione Cattolica Italiana promuovono per venerdì 13 gennaio p.v., a Milano, un convegno pubblico in preparazione all’Incontro Mondiale delle Famiglie che si terrà dal 30 maggio al 3 giugno di quest’anno, nel capoluogo lombardo. Tra gli ospiti del Convegno, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia e il Presidente Nazionale dell’AC, Franco Miano.

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dic 23 2011

Auguri di Buon Natale

Auguri 2011-2012

Auguri Festività Natalizie 2011-12

Il Centro Diocesano di Vigevano dell’Azione Cattolica Italiana augura di cuore un Santo Natale e un sereno Anno Nuovo.

Grazie, Signore, che vieni sempre a stare con noi,
a condividere le nostre gioie e i nostri affanni
ma soprattutto a non farci morire di buon senso,
di abitudini e cose scontate.
Sei la speranza di ogni nostro momento.
Ti aspettiamo con le lampade accese.

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dic 11 2011

In ricordo di Agnese Magnani

Pubblichiamo un ricordo di Agnese Magnani, scomparsa martedì 2 dicembre, scritto da Marco Bianchi.

Martedì scorso si è spenta, dopo lunga malattia portata con accettazione della volontà del Signore, la nostra Agnese Magnani, figura assai nota in diocesi per la sua intensa attività di apostolato e di condivisione verso i bisognosi. Nell’Azione Cattolica del dopo Concilio si era prodigata per l’impianto e la diffusione dell’ACR, l’Azione cattolica ragazzi, portatrice di tematiche e di metodologia d’avanguardia nel campo della formazione ai valori cristiani e quindi decisamente umani. Nel 1970, Agnese a 31 anni d’età, si presentava al congresso diocesano dell’AC, tenuto presso il Santuario della Madonna della Bozzola per il rinnovamento conciliare e relativo statuto, portando la freschezza delle sue idee in una capacità educativa innata. Pensavo fosse almeno insegnante nelle scuole elementari e provai meraviglia quando seppi che di professione era semplicemente sarta. Divenne responsabile dell’ACR buttandosi nella diffusione nelle parrocchie, compresa la sua comunità della Madonna Pellegrina, del metodo di gruppo e delle proposte educative, elaborate nei congressi nazionali ai quali Agnese partecipava da protagonista. Per la sua professione, aprì in Vigevano un negozio di biancheria e sartoria, il quale divenne per gli educatori di AC punto di riferimento per poter discutere di programmazione e di iniziative di apostolato con Agnese pur presa dall’attività di aghi e fili. Di carattere gioviale, ma forte nelle decisioni, negli anni ottanta del Novecento tenne la segreteria diocesana del nuovo Movimento lavoratori di Azione Cattolica, MLAC, per il quale profuse energie e passione di missionarietà nell’ambiente del lavoro. Successivamente, trasfuse tale tensione nella realtà dell’accoglienza agli immigrati con iniziative pratiche di sostegno, fino all’impianto di corsi per l’apprendimento della lingua italiana necessaria all’effettivo inserimento nella società: “ero forestiero e mi avete accolto”. Il riconoscimento del “cuore d’oro” diceva che Agnese lavorava per il Regno di Dio, verso il quale tendeva nella pietà eucaristica, nel santo rosario di Maria Santissima, nella preghiera per le vocazioni e la santificazione dei sacerdoti, nelle opere di carità. Una colonna dell’Azione Cattolica, visitava le varie comunità correndo con la sua cinquecento anche verso i luoghi di ritiro spirituale, i convegni, le “Tre giorni estive”, gli incontri di fraternità specialmente missionaria delle Suore pianzoline. Tanto altro bene può ricordare ciascuno che l’ha conosciuta, anche nella delicatezza di dire grazie, magari agli auguri onomastici, sensibile all’attenzione alle persone. Marco Bianchi

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dic 08 2011

8 Dicembre: Festa dell’Adesione

Festa dell'Adesione

Oggi 8 Dicembre, Solennità dell’Immacolata, è anche la Festa dell’Adesione dell’Azione Cattolica. Sullo sfondo del “Sì” di Maria, ripensiamo e valorizziamo il nostro “sì” all’associazione e, attraverso di essa, il nostro sì alla Chiesa e al Mondo. In questo giorno in cui vogliamo dedicare un po’ del nostro tempo al senso di questa nostra appartenenza, non ci sono parole migliori di quelle lasciate da Vittorio Bachelet sul significato e sul valore dell’Azione Cattolica:

«Che cos’è l’Azione Cattolica? Ne abbiamo parlato molto, ma mi pare che sia soprattutto una realtà di cristiani che si conoscono, che si vogliono bene, che lavorano assieme nel nome del Signore, che sono amici:è questa rete di uomini e donne che lavorano in tutte le diocesi, e di giovani, e di adulti, e di ragazzi e di fanciulli, che in tutta la Chiesa italiana, con concordia, con uno spirito comune, senza troppe ormai sovrastrutture organizzative, ma veramente essendo sempre più un cuor solo e un’anima sola, cercano di servire la Chiesa. E questa è la grande cosa. Perché noi serviamo l’AC non poi perché ci interessa di fare grande l’AC; noi serviamo l’AC perché ci interessa di rendere nella Chiesa il servizio che ci è chiesto per tutti i fratelli.»

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